Hillary all’italiana (tutto il mondo è Paese)

Il sogno americano è sempre stata un po’ l’ambizione di tutti. Il Paese culla della democrazia, in cui tutto è possibile. Questa notte, però, nel Paese più “libero” e “democratico”, ha perso proprio il Partito Democratico. Hillary Clinton, definita da più parti favoritissima, è uscita sconfitta dalle Elezioni statunitensi, battuta da Donald J. Trump. A notte fonda, quando in America i risultati erano già ben chiari, tutti stavano aspettando la sua reazione, la dichiarazione in cui avrebbe accettato il risultato delle votazioni. Quello che è successo, invece, è stato l’opposto, proprio da chi aveva condannato un’ipotetica reazione contraria, di Trump, in caso di sconfitta. La Clinton ha mandato il suo responsabile per la campagna elettorale, John Podesta, il quale ha fatto sgomberare il Convention Center di New York invocando ad un risultato ancora poco chiaro. Le lacrime, di chi fedelmente ha seguito il consiglio di Podesta, sono l’emblema e la tristezza di questa campagna elettorale democratica (e non). La scelta di Hillary si è rivelata un clamoroso autogol di stile, oltre ad una chiara dichiarazione di resa. Condannata non solo dal duro risultato numerico dei voti, ma anche dal fatto che dovrà necessariamente dire addio per sempre alle sue ambizioni per la Casa Bianca. Quest’ultimo fattore ha distrutto l’ex-first lady, ma il contraccolpo non può cancellare la gravità del gesto, molto più nelle corde “trumpiane”.

Eppure è accaduto, quasi come a dimostrare ciò che l’America merita. O come quello che ci meritiamo noi, in questo mondo. Così folle e suicida. Perchè oltre ad una reazione alla Trump, sembra molto una tipica baggianata da italiano medio. Più o meno come l’esagitato dietro la tastiera che invoca le dimissioni di Renzi, perchè schierato per la Clinton. O più o meno come chi, dietro questo risultato, parla male di Trump, che dice di voler essere il Presidente di tutti. Nei Paesi civili e democratici, chi vince le Elezioni diventa il Presidente del Paese in questione, di tutti, anche di chi non lo ha votato. E che piaccia o no, questo deve essere accettato nel limite delle nostre possibilità. Chi non capisce questo discorso si merita chi chiede di andare a votare per eleggere finalmente il proprio Presidente del Consiglio. Sappiate però, che nel nostro Paese non abbiamo mai eletto direttamente nessun Presidente del Consiglio, ma abbiamo eletto il Parlamento. Ma questo non ci interessa, tanto è pronto un altro kaffè!!!!111!

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