Un Paese da amare

Provate ad aprire un giornale, un qualsiasi tipo di quotidiano, aprite le prime 20 pagine e leggete. Fatto? Ora provate a ricordarvi le notizie positive che sono state riportate. Se non ne avete trovata nessuna non è una cosa strana, anzi, nel nostro tempo questa pratica è diventata normalità. Crisi, cronaca, corruzione. Questa caccia alle streghe, alla lunga, ha completamente alterato il pensiero degli italiani riguardo il proprio Paese. Perché è vero in fondo, che la corruzione ha preso piede in politica, è altrettanto vero che la criminalità in alcune zone del Paese è presente, è ancora più vero che non riusciamo a trovare una soluzione al problema degli immigrati: ma davvero l’Italia è solo questo? Questa tesina parte esattamente da qui, dal centro del mondo, dal Paese più bello del mondo, della cucina migliore, dei paesaggi incantevoli, delle coste mozzafiato, della storia incancellabile. Per qualche minuto sarebbe bello che le nubi su questo Paese si diradassero, che gli occhi si aprissero del tutto, per poter osservare bene l’insieme di quello che l’Italia è: un Paese da amare. Sia chiaro, questo amore non è incondizionato, per cui ovviamente sarebbe da pazzi dire che tutte le cose sono perfette così come sono, perché non è così. Questo amore per la propria patria fa riconoscere lucidamente quei problemi, ma dà la forza per rimboccarsi le maniche e provare a cambiare le cose, a partire dalle piccole situazioni. Così come fecero i partigiani settantanni fa, quando decisero di salutare le proprie mogli e i propri figli, per salvare la loro terra natìa prigioniera della guerra, o come fece Agricola, descritto da Tacito, che per amor della patria si distinse per valore e merito, nella tirannide di Domiziano. In questa tesina si parlerà di Italia bella, come quella meridionale della Magna Grecia, agglomerato di meraviglie e cultura ancora oggi, e brutta, come quella attaccata da Dante nei sesti canti della sua Commedia. In qualche modo se ne parlerà, perché questa penisola è come se fosse una moglie e in amore i difetti, si sa, rendono unica la persona desiderata, al punto da renderla insostituibile. Basterebbe viaggiare, osservare le meraviglie dell’Italia intera, conoscere delle persone che per questa terra hanno dato il sangue oppure basterebbe leggere qualche verso della Commedia di Dante per poter davvero aprire di più il cuore verso quello che non è solo un Paese marcio, fatto di corrotti, di malasanità e di problemi, ma è anche un Paese di cittadini onesti, lavoratori, amanti. Poi ci sono dei lampi che, ogni tanto, illuminano gli animi degli italiani. Gli unici momenti in cui siamo tutti uguali è quando gioca la Nazionale o quando siamo in disgrazia. Non è banalizzare i contesti, è la semplice verità. La solidarietà italiana è straordinariamente generosa e grande ed è per questo che questo mio sguardo innamorato folle non è rassegnato. Perché il briciolo di speranza nei problemi c’è sempre e questo briciolo di speranza mi ricorda che l’Italia è anche altro. E quell’altro è qualcosa di bellissimo. Come direbbe De Gregori: “viva l’Italia, l’Italia che è in mezzo al mare, l’Italia dimenticata e l’Italia da dimenticare, l’Italia metà giardino e metà galera, viva l’Italia, l’Italia tutta intera”.

Io, la mia tesina, l’anno scorso.
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